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"ROCKREVIEW" - GREEN DAY - Dookie

postato il 06/06/2009 16:52 da adrienne

Quando degli adolescenti divenuti da poco maggiorenni vengono catapultati in mezzo al grande e caotico mercato della musica, bisogna avere non solo una gran fortuna, ma anche una buona dose di talento. I Green Day uscirono nel 1994 con un album, "Dookie", che venne definito uno dei più grandi album degli anni '90, che fino ad oggi è riuscito a vendere 15000000 di copie si aggiudicò un Grammy come Miglior Album Alternativo e riuscì a riportare alle vette un genere che venne dichiarato morto troppo presto, il punk. In Dookie i Green Day cercano di tramandare le lezione dei grandi maestri Ramones e The Clash, non certo il punk arrabbiato dei loro genitori, ma un punk più melodico che prese il nome di pop-punk, dove si fa grande uso di tre accordi principali suonati a tutta velocità ai quali si aggiungono note azzeccate. Dookie il cui nome deriva da "shit" che significa merda, racchiude la spensieratezza di questa giovane band con ben 2 LP indipendenti alle spalle. Una melodia veloce, decisa e allegra per una band che per il momento non ha nessuna voglia di crescere e pensa a divertirsi. Il primo singolo estratto fu Longview, dove si può sentire la dedizione del bassista Mike Dirnt verso l'uso di stupefacenti e acidi, è acida la linea di basso che apre questa canzone che tocca argomenti proibiti come la masturbazione. Basket Case fu presa dai media e bombardato in radio e in tv, mtv martellò le giornate degli adolescenti con questo video in continua rotazione, tanto da farne un inno per un'adolescenza che nonostante i problemi voleva divertirsi e fare casino, perché anche questo in fondo era puro spirito punk. I Green Day regalarono uno dei loro più disastrosi e impertinenti ma grandi shows, Woodstock'94 dove la band intraprese una battaglia di fango con il pubblico che ruppe le transenne e invase il palco. Dookie fu la loro consacrazione perché molti ragazzi lo considerarono una pietra preziosa, un piccolo capolavoro semplice nelle sue forme e sonorità. Ma posso concludere che per quanto i Green Day possano essere sconosciuti alle vostre orecchie non si può dimenticare quell'album che uscì dopo la morte di Kurt Cobain, quando ormai si credeva che il punk fosse ormai cosa da libri di storia, non si può dimenticare Dookie un gioiello che con la sua grinta adolescenziale ha fatto sbalordire, urlare, sballare milioni e milioni di ragazze e ragazzi che ora lo considerano un pezzo immortale della loro storia.    


 


By Cristiana

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